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Fotografie di Claudio Calvani - www.claudiocalvani.it{oziogallery 45}

Pubblichiamo gli articoli scritti dai nostri soci ispirati dall'eccezionale serata in cui Claudio Calvani ha proiettato le sue diapositive originali in medio formato al GFP.

 

L'amicizia che lega il Gruppo Fotoamatori Pistoiesi a Claudio Calvani risale ormai ai primi anni '90 ed in particolare ad una serata a lui dedicata dal nostro club alla quale partecipò con un'ampia serie d'immagini che, come è noto, vanno dalle macrofotografie alle foto d'insetti e alle foto della flora e della fauna del territorio che ci circonda.
Io, con la tesserina del fotoclub appena ricevuta essendo uno degli ultimi soci iscritti, ricordo di essere rimasto folgorato dalla bellezza delle fotografie di Claudio, spiazzato dalla bravura di questo "signore" della fotografia nel "ritrarre" i "suoi" animali e stupito dalla sua grande semplicità e dai suoi modi affabili di cui sono dotate le persone intelligenti ed umili e per questo meritatamente considerate "grandi".
Ricordo di aver riacquistato la parola solo a fine serata, davanti ad un bel piatto di pastasciutta (era usanza nel gfp di quegli anni strafogarsi dentro una gamella alla fine di ogni serata) ed i discorsi continuarono, tra un "cannonciòtto" e l'altro, ad occuparsi di coleotteri, farfalle, spiritrombe, allocchi, cervi e stambecchi, e dopo l'ultimo bicchiere Claudio ci promise che sarebbe tornato con un lavoro a cui si stava dedicando da qualche tempo, e mentre lo accompagnavamo alla macchina ci ringraziò più volte per la serata che aveva passato molto piacevolmente in nostra compagnia, dicendoci che era rimasto molto soddisfatto dei nostri giudizi.
Mah, il mondo a volte è strano, ringraziare noi....noi che avevamo tutto da imparare da questo tipo, noi che avremmo voluto fare solo una delle sue foto...anzi, tutte!!!
Aspettai con trepidazione quel giorno come un bambino aspetta la notte di Natale sognando i regali sotto l'albero ed un venerdì piovoso...al gfp serata libera, una di quelle serate dove s'inserivano le diapositive nei caricatori e magari ci si prendeva in giro con Maico: "bada che troiai che tu hai fatto!!!" o con Giampiero: "codesta modella a quest'ora è nonna!!!"... insomma, sarà stato il tempo o la stanchezza del fine settimana, niente lasciava presagire che di lì a poco la serata si sarebbe colorata come le ali delle farfalle...E invece la voce di Carlo rimbombò all'interno del circolo di via De Rossi e come l'arcangelo Gabriele ci annunciò che da San Miniato era partito il Calvani con una serie di diapositive 6x6 inedite e di prepararsi perché ci teneva molto ad avere dei consigli e dei pareri sulle sue dia.
La serata si svolse veloce nella lenta attesa dell'ospite, che arrivò accompagnato dall'amico Riccardo Testi anch' esso fotografo di rara qualità con il valigione che conteneva il proiettore: inserì nella "macchina dei sogni" quattro immagini in sequenza di un pipistrello in una grotta che planava verso l'acqua fino ad immergere la lingua nella pozza sottostante per "raccattare" quel poco di acqua utile all'animale per non disidratarsi.
altClaudio anche quella sera mi avvolse con il suo "palagio", io alzai più volte gli occhi verso il soffitto cercando di scorgere il chirottero uscito dal proiettore, seguii fino a tardi la conversazione sulla tecnica da lui adottata per fare questo tipo di foto e le varie peripezie per seguire la vita di questi animali, rimanemmo tutti ancora molto colpiti e Claudio ci confidò che avrebbe voluto inviare le dia al Nikon Photo Contest, un vero e proprio campionato mondiale di fotografia, e che noi assieme all'amico Testi eravamo le prime persone ad averle viste.

Per noi la soddisfazione fu enorme, essere considerati come "accompagnatori" delle sue immagini dei pipistrelli verso il sol levante...ci riempiva di gioia e, qualche mese dopo, come Tardelli al Santiago Bernabeu nell'82 dopo il goal alla Germania, esultammo quando sapemmo che il nostro Claudio aveva vinto, unico italiano sino allora, il prestigioso concorso mondiale con le famose foto dei pipistrelli. Da quel momento ne abbiamo fatta di strada, noi magari poca (abbiamo spostato la sede da via De' Rossi a via Dei Cancellieri, solo qualche centinaio di metri in linea d'aria) e Claudio invece molta. Oggi è un affermato professionista, ha vinto tre mondiali di fotografia, pubblica libri, ed è proprietario di un atelier fotografico a San Gimignano. Ci siamo rincontrati più volte, gli abbiamo molto volentieri organizzato qualche anno fa una serata al Cinema Verdi e recentemente al Mèlos a Pistoia, insomma...come i pipistrelli non ci siamo mai persi di "vista", e qualche mese fa con immenso piacere siamo stati invitati dal Fotoclub Misericordia ad una serata alla villa Smilea di Montale dove Claudio proponeva ancora i suoi capolavori e anche in quell'occasione, abbiamo avuto la piacevole conferma della grande passione di Claudio per il suo mondo e di come il tempo non abbia affievolito l'amore per la natura, per la fotografia e la sincera amicizia che lui ci offre.

Quella sera, quasi per scherzo, parlando con Claudio alla fine della serata gli abbiamo chiesto se avrebbe gradito un nostro invito al circolo, un invito particolare, tra di noi, come ai vecchi tempi con le dia originali di tanto tempo fa, senza pubblicità, noi e lui, e lui ridendo ci ha guardato e ci ha detto: - Ragazzi, gli originali?! Mah, saranno pieni di muffa....-. Però ho visto un sorriso sincero sul suo volto e così ho pensato che presto ci saremmo ritrovati ancora una volta immersi nel suo mondo, sicuro che da quelle dia, seppure avvolte dalla muffa, uscissero ancora le luci ed i colori che questo fotografo sa "raccontare". L'undici di marzo Claudio è tornato a trovarci con l'amico Riccardo Testi, con il suo valigione della macchina dei sogni e con le sue dia originali.... Eravamo pochi a godere quella sera, ma i sogni non son di tutti e spero che in molti ma soprattutto i giovani che quella sera erano presenti, siano riusciti ad alzare gli occhi al soffitto per vedere non dico i pipistrelli ma almeno le farfalle...quelle si.

Grazie Claudio...grazie di cuore.

Marco Innocenti

"...scusate il ritardo ma sono solo cinque diapositive, faremo presto."
Quelle parole dipinsero di silenzio la stanza che, il tenebroso pianoforte, dominava dalla pedana lucida di sinfonie. Quando poi aggiunse "...sono le uniche che ho fatto quest'anno!" la delusione spense definitivamente tutti i sorrisi che, pochi istanti prima, lo squillo del campanello d'ingresso, aveva appiccicato sui nostri volti. Lo accompagnava l'amico dei lunghi viaggi del venerdì notte quando, dimenticato l'ultimo lavoro, sparivano inghiottiti dal buio profondo per andare a trovare nuova luce nelle albe innevate del Gran Paradiso od in quelle acquerellate d'autunno dell'Orecchiella.
Poi, le lampade al neon illuminarono di nuovo la stanza, ma niente fu più come prima.
altQuelle cinque diapositive avevano cambiato davvero molto nel nostro cuore di fotografi inquieti e rimasero, per sempre, impresse nella memoria. Al GFP, Claudio Calvani, ci aveva già sorpreso con spettacolari voli di pipistrelli, cacce notturne di allocchi straniti e variopinti battiti d'ali di farfalle stupende. Quella sera, però, era tornato con un'anteprima esclusiva, che ci inorgoglisce ancor oggi ricordare: il tuffo del Martin Pescatore. Aveva seguito quell'uccellino per un anno intero, prima di riuscire a bloccarne le acrobazie in una successione di scatti unica e tanto incredibile da fare il giro del mondo in molto meno di ottanta giorni.

E' passato davvero tanto tempo e chi non ha avuto la fortuna di vivere quella serata, ha scoperto la stupefacente meraviglia che ancora l'avvolge nei racconti, favoleggiati, di Marco, Paolo o Maico. Diverse volte abbiamo avuto l'occasione di rivedere quelle immagini insieme ad altre che hanno reso famoso Claudio; ma sempre, proiettate in digitale, da un DVD. Poi, una sera di quest'inverno gelido, Marco scaldò gli animi di tutti con un'idea semplice ed improvvisa, magica e geniale "...perché non chiediamo a Claudio una serata con le sue diapositive originali?" e poi ancora "...nella nostra sede però. Deve essere un regalo tutto per noi!". Così, venerdì 11 marzo, Claudio è di nuovo tornato e lo ha fatto insieme all'altro nostro amico di sempre, quel Riccardo Testi con cui ha condiviso emozioni uniche, forti ed irripetibili in indimenticabili notti di insonni attese, in albe fredde di speranza ed in tramonti densi di stanchezza. "Sì, ma le diapositive?", direte voi. Beh, le immagini in DVD ormai le conoscono tutti... noi che le abbiamo viste più volte, voi che mi leggete e molti altri, in chissà quanti angoli del mondo. Rivedere gli originali, però, ne è valsa davvero la pena perché, alla fine, le mie sensazioni si sono mescolate a quelle che ancora provo davanti ad un film di Sergio Leone con le musiche di Morricone, all'Italia mondiale dell'82 o ad una magìa di Antognoni...

Carlo Bartolini

Carlo Buliani

Se far foto di giorno è difficile, di notte ancora di più.
Se far foto di paesaggi diurni innevati è difficile, farne di paesaggi notturni innevati ancora di più.
Se far foto inerpicandosi a sporgersi dalla cima di torri, cupole e campanili è difficile, farne da lassù, di notte, ancora di più.
Se davvero, come ha detto uno di quelli bravi, far foto è faticoso e, troppe volte, anche poco divertente ebbene, le immagini di Carlo Buliani ci hanno raccontato tutto ciò. Ma anche altro. L'ospite del GFP di venerdì 25 marzo, infatti non ha "solo" portato immaginifiche foto di luoghi vicini e lontani ma qualcosa che, dal tabellone o dallo schermo nella nostra stanza, ha liberato un'essenza inebriante, congeniale e coinvolgente: la passione. Quella stessa eccezionale passione che spinge noi a guardare in un mirino e motiva, fisicamente lui, a salire sempre più in alto per conquistare, da una visione unica e comunque diversa, lo scatto sull'infinito che circonda l'uomo, e quello su ciò che l'uomo ha costruito nell'infinito. Paesaggi marini avvolti nelle brume mattutine e scorci segreti di città che si offrono per diventare complici in deserte ore notturne, vivide montagne di roccia esaltate dall'ultimo raggio di sole e sterminate distese di tetti, cupole e campanili verso le colline.

 

Carlo Buliani

Ma anche inverosimili panorami nelle precoci luci di un'alba innevata o prati, verdeggianti di surreale, negli impossibili bagliori di una notte d'estate ed, ancora, ruderi e castelli che si animano d'improvviso, in un inatteso scintillio del crepuscolo. Ecco le immagini di Carlo Buliani, nottambulo delle sensazioni e fotografo "in solitaria" di infinite distese e di spazi immensi ai quali si rivolge con attenzione, rispetto, gioia ed amore per trovare e carpire quel recondito raggio di luce che, forse, ha già dentro di sé...

Carlo Bartolini

martin_pescatore
Incontrare Claudio Calvani al GFP è sempre piacevole, ed ogni serata ha indubbiamente un gusto magico che permette di apprezzare una natura quanto mai poetica e sorprendente alle porte di casa.
Inutile presentarlo, in quanto è capace benissimo di farlo da solo sul proprio sito e molto meglio di quanto potrei farlo, non potendomi poi nemmeno dilungare nei numerosi ed importanti riconoscimenti acquisiti in tanti anni.
Claudio Calvani da fotografo professionista però testimonia, ancora una volta, come non serva volare lontano per cogliere scatti magici in ambito naturalistico, proprio perchè anche l'Italia offre tanto dal punto di vista naturalistico.
Forse può sorprendere altri viaggiatori, ma a me ogni viaggio in posti lontani, e comunque bellissimi, mi consente in realtà di apprezzare ancora di più casa mia. Le fotografie di Calvani indubbiamente aiutano in tutto ciò.
Magica è la proiezione di diapositive in medio formato: le sfumature di colori di fiori, insetti, animali e paesaggi prendono corpo davanti i nostri occhi con un tocco di poesia che contraddistingue molti scatti.
farfalla
Poter apprezzare di persona simili immagini originali mentre l'autore le illustra, è indubbiamente un'occasione rara e quanto mai preziosa.
Indubbiamente molto forte è anche l'elemento documentaristico, la ricerca quasi spasmodica di un fotografo nel voler completare un proprio personalissimo album di immagini di farfalle, studiandone prima il comportamento ed ambiente, per poi poterle scovare, e quindi fotografare nei vari luoghi italiani.
orecchiella
Impareggiabili restano le sue immagini più famose e note, quegli attimi di natura declinati in un suo omonimo libro che custodisco gelosamente e talvolta sfoglio oppure mostro a qualche curioso della mia biblioteca.
pipistrello
Ecco quindi la serata... una proiezione degli attimi di natura di Claudio Calvani... ma quelli originali, per ricordare ancora una volta per chi c'era anni fa', per poter apprezzare meglio la Fotografia per chi le ha viste per la prima volta.
Un grazie ancora a Claudio, sempre così disponibile nell'accettare i nostri inviti a mostrarci la propria produzione ed a raccontarne la genesi, rendendo così questo ormai lungo rapporto tra lui e noi uno dei motivi per cui merita presenziare alla serate.
Paolo Fichera

Fotografie di Daniela Danelli, Paolo Fichera, Giampiero Pini e Gabrio Zannelli
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Apri i link sottostanti per leggere gli articoli che raccontano la bellissima giornata:

Castenaso e le scatole cinesi

L'incontro del GFP al G.F. "La Rocca" del 30 maggio 2010

Galleria fotografica

 

 

La sezione fotografica "il Ceppo" e il Cral USL 3 Pistoia organizzano il

18^ concorso fotografico interaziendale 2010

dal tema FESTE E TRADIZIONI

Le foto dei partecipanti saranno esposte dal 16 al 23 ottobre 2010 presso l'atrio dell'ospedale del Ceppo a Pistoia.
Il 23 ottobre alle ore 16,00 si terrà la premiazione.

Il nostro socio Alberto Ghelardini si è classificato primo!

Le foto dei soci che hanno partecipato al concorso

La foto di Alberto Ghelardini arrivata al 1° posto!

Le foto di Omar Muratore in concorso:

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Sulla strada del ritorno a Pistoia la mente è ancora straripante di piacevoli avvenimenti successi in quest’ultima domenica di maggio, durante la nostra visita a Castenaso, dagli amici del locale club fotografico La Rocca.

Con il senno del poi, riassumendo la giornata, è come se avessimo aperto, accompagnati per mano dall’amico Leonardo, presidente del Club, una serie di scatole cinesi, piene di sorprese, iniziando dalla preziosa carta che le avvolge, e che ha l’odore e il profumo della Pasticceria Dino, un paradiso di sapori capace di trasformare i fotografi in fini gourmet.

Sotto la carta è apparso l’incantevole paese di Dozza (doccia, acqua). Un nome che è un paradosso per un posto dove l’amore per il vino è perfino sottoscritto nel motto sulla meridiana della piazza: l’ora del be e be (l’ora del bere e del ribere). Ma Dozza è anche la capitale dell’affresco moderno: una vera e propria galleria d’arte all’aperto con decine di muri decorati di bellissimi dipinti.

E poi, uscendo da una stradina che dà sulla piazza, veniamo sopraffatti dall’imponenza della Rocca di Dozza; un’altra sorpresa che, a sua volta, contiene un’altra meraviglia per gli occhi dei fotografi: in un’atmosfera quasi irreale, personaggi da sogno, evidentemente abitanti del tempo e del luogo, sono apparsi sulle strade acciottolate, nei saloni e sugli spalti della Rocca, animando le mura medioevali ed offrendosi generosamente, e con consapevole malizia (perché fotografi anche loro!), agli obiettivi, in un profluvio di scatti mai paghi.

Il viaggio nel tempo (e nello spazio) è proseguito a Marano, un paese ordinato e curato, dove c’è un campanile che non è un campanile, ma è vicino ad una chiesa che sembra fuori posto e che si affaccia su una strada, Via Ciottitrentadue, che si chiama così perché lì abitava la famiglia Ciotti  e 32 era il numero che davano alle case nelle strade laterali.  C’è una scuola, una bellissima struttura dove tutti noi avremmo voluto frequentare le elementari e dove gli amici del club La Rocca hanno la loro sede.

Di fronte alla scuola un comitato di benvenuto (presente anche il Sindaco e l’Assessore alla cultura!), ci accoglie all’ingresso di quello che appare essere qualcosa di più di un ristorante. Alla nostra curiosità un signore risponde, con la cadenza bolognese: “Questo è un club privato, appartiene agli abitanti di Marano, perché era una stalla e loro, con le loro braccia e i loro soldi, l’hanno trasformato in quel che è ora. E continuano ancora a fare volontariato per la manutenzione e per i servizi. Qui sono tutti volontari!”. È un altro mondo o un altro tempo?

E poi il pranzo, all’altezza della fama degli emiliani: semplice, genuino, buono dal primo tortellino (quelli piccolini, in brodo) fino all’ultimo bocconcino di dolce.

Dopo il pranzo, la passione per le immagini fotografiche anima il pomeriggio: da un lato le nostre foto e dall’altro il pubblico esperto e garbato (ma senza piaggeria) del club amico. I fotoamatori de La Rocca, hanno commentato i lavori presentati con puntualità e competenza, offrendo il loro contributo costruttivo agli autori, ben felici di riceverlo.

Vorremmo rimanere ancora un po’, ma l’ora è tarda e l’autista ci chiama. Rimane il tempo per un saluto, un abbraccio, una promessa per un prossimo incontro.

Dal finestrino dell’autobus le nostre espressioni felici si specchiano in quelle dei nostri amici.

Alla prossima e grazie della magnifica giornata!

Riccardo Innocenti

Fotografie di Daniela Danelli e Paolo Fichera