Ebbene, per scoprire l'arcano che si cela dietro questa misura, per prima cosa bisogna andare indietro nel tempo, rispolverare il vecchio tubo catodico del televisore ed osservare che, indipendentemente dalla dimensione, i suoi lati hanno sempre lo stesso rapporto, ovvero, 4:3. Ebbene, come primo presupposto, dobbiamo sapere che tutte le fotocamere indagate hanno il sensore con queste proporzioni tra larghezza e altrezza.
Teniamo inoltre conto che, come secondo presupposto, questo sistema è stato partorito dal popolo anglosassone (e chi, sennò!) e quindi esprime le misure in pollici. Il doppio apice finale (") significa, infatti, pollici. 1" corrisponde 25,4mm. Quindi, la nostra strana misura è, in definitiva, un rapporto in pollici. Il terzo presupposto è che il risultato di questo rapporto è la somma dei lati maggiore e minore del sensore.
Prendiamo allora un formato del sensore, ad esempio 1:2,5"; calcoliamolo il rapporto che esprime (1:2,5 = 0,4") e trasformiamolo in mm (0,4" x 25,4 = 10,16 mm).
La misura ottenuta di 10,16 mm rappresenta, come abbiamo precedentemente affermato, la somma di larghezza e altezza del sensore.
Per calcolare il singolo lato dovremo infine assegnare 4 parti di questa misura alla larghezza (10,16 : 7 x 4 = 5,8 mm) e 3 parti all'altezza (10,16 : 7 x 3 = 4,3 mm).
Finalmente abbiamo la nostra misura: un sensore 1:2,5" corrisponde ad un rettangolo con i lati di 5,8 e 4,3 mm.

Adesso che sappiamo come calcolarlo possiamo anche avvalerci della tabella con le corrispondenza già calcolate.

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Riccardo Innocenti

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